![]() | WERNER BISCHOF 1916-1954 Nuoro - MAN - Museo d'Arte Provincia di Nuoro, dal 12 Ott 2012 al 03 Dic 2012 Evento unico in Sardegna, con oltre 130 fotografie tra le più celebri di Bischof unite a una serie di scatti inediti, la mostra costituisce una retrospettiva esauriente, un viaggio nel cuore del lavoro di uno dei più importanti reporter del Novecento, artista riconosciuto a livello mondiale, dal talento insaziabile. Primo fotografo, nel 1949, a diventare membro della Magnum Photos, Werner Bischof seppe unire all’osservazione documentaristica della realtà, alla necessità di non manipolare lo sguardo sugli eventi, una visione lirica, quasi intima, di ogni situazione e di ogni soggetto con cui si trovò a operare. Come più volte ebbe modo di affermare, si sentiva più artista che fotogiornalista. E non molti come lui, in effetti, hanno saputo condensare, in pochi ma intensi anni di attività fotografica e artistica, un’osservazione così puntuale e profonda, cosciente e assolutamente originale. Rifiutando la “superficialità e il sensazionalismo” dei rotocalchi, dedicò gran parte della sua vita allo studio delle culture tradizionali, spesso trascurate, ambito che gli permetteva di mantenere le distanze da editori smaniosi unicamente di materiale da copertina. Viaggiò così in tutto il mondo realizzando eccezionali reportage di carattere sociale, toccando paesi come il Giappone, l’Indocina, la Corea, l’India - dove, nel 1951, per «Life magazine», realizzò la celebre serie dedicate alla carestia - e ancora, il Messico, Hong Kong, Panama e il Perù, dove perse la vita a soli 38 anni. Le immagini di quei reportage, apparse sulle principali riviste e sui più importanti rotocalchi internazionali, sono visibili per la prima volta in Sardegna grazie alla mostra al Museo MAN di Nuoro.
Aspetto importante della mostra di Nuoro è la presenza di un’intera sezione dedicata agli scatti che Werner Bischof realizzò in Sardegna nel 1950, alcuni dei quali presentati in PRIMA MONDIALE.
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![]() | HENRI CARTIER-BRESSON Photographe Nuoro - MAN - Museo d'Arte Provincia di Nuoro, dal 28 Ott 2011 al 29 Gen 2012 La mostra, a cura della Fondation Henri Cartier-Bresson, dell’Agenzia Magnum Photos e dell’Agenzia Contrasto, è organizzata da Imago Multimedia con il contributo fondamentale dell’Agenzia Regionale Sardegna Promozione e la collaborazione del Museo MAN. Sarà un evento unico in Sardegna. L’esposizione comprende 155 fotografie che furono scelte dallo stesso autore, con l’intenzione di creare una retrospettiva esauriente della sua opera fotografica.
La mostra è come un lungo viaggio attraverso il tempo di Henri Cartier-Bresson e il suo essere presente in ogni attimo dell’esistenza; nessuno come lui ha saputo condensare negli anni di intensa attività fotografica e artistica in giro per il mondo un’osservazione puntuale e profonda, cosciente e originale in ogni situazione. La realtà documentaristica e la propensione di Henri Cartier-Bresson a non manipolare lo sguardo e l’evento che si trovava davanti, trova sbocco in una profonda poesia del quotidiano, di gesti, avvenimenti e volti comuni in apparenza privi di importanza. Ma che sia gente di strada – bambini che giocano, venditori ambulanti, passanti – nei tempi usuali del lavoro e nei riti della festa, o che siano i protagonisti degli avvenimenti principali del Novecento – la fine della Seconda Guerra Mondiale, la morte di Gandhi, gli artisti più noti del momento – ogni evento è per lui occasione di esercitare la consapevolezza interiore; un’azione e un esercizio che condensava in attimi significanti la vita, “attimi decisivi” che Cartier-Bresson – e solo Cartier-Bresson – coglieva quando riusciva a “mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”.
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![]() | Federico Patellani - Un fotoreporter in Sardegna 1950-66 Nuoro - Centro polifunzionale, via Roma, dal 24 Nov 2009 al 10 Dic 2009 Un piccolo avvenimento che vuole rimanere nella storia culturale della città di Nuoro, un’esposizione che consente di ammirare per la prima volta a Nuoro le immagini di Federico Patellani il più grande fotogiornalista italiano. La mostra è stata inaugurata martedi 24 novembre 2009 alle h. 18.00 al Centro Polifunzionale di Via Roma. Vi sono esposte 70 immagini tratte dal catalogo “Federico Patellani – Un fotoreporter in Sardegna 1950-1966” pubblicato dalla Imago Edizioni di Nuoro. La mostra è patrocinata dal Comune di Nuoro. Hanno presentato l'evento il Dott. Paolo Piquereddu, Direttore dell'ISRE e Giulio Concu, Presidente dell'Associazione Culturale "Imaginaria" che organizza la mostra. Erano presenti il Sindaco del Comune di Nuoro Mario Demuru Zidda e l'Assessore alla Cultura Teresa Pintori.
Apparizioni viventi, nitide, vibranti. Le foto che Federico Patellani scattò in Sardegna tra gli anni ’50 e ’60 suscitano emozioni forti e ferite profonde che umiliano i luoghi comuni. I suoi reportage raccontavano una Sardegna diversa da quella proposta sui giornali come l’ultima frontiera dell’esotismo. Interessato a tematiche come il banditismo e gli attriti generati dal processo di modernizzazione, con la sua ardente forza comunicativa raccontava le vite dimenticate, facendole assurgere ad umanità totale. Nei suoni delle greggi al pascolo e sul cibo masticato dalle donne in miniera, l’amaro e la gioia della vita sono universali. Immagini che ancora commuovono, visioni oltre il tempo, mai sofisticate, che insegnano a meditare. Ritratto di un popolo disorientato ma orgoglioso, semplice ma autentico. Di un’isola antica e rude, addolcito dalle calde sfumature del bianco e nero.
Federico Patellani (Monza 1911 - Milano 1977) è stato uno dei più grandi autori del reportage italiano. Colto e sensibile narratore, la sua opera e il suo stile, focalizzati sul tentativo di farsi documento oggettivo della realtà, diedero vita al fotogiornalismo impegnato. Da lui promosso attraverso la collaborazione con la rivista «Tempo», settimanale diretto da Alberto Mondadori. Definì il giornalista-fotografo “di nuova formula” e le caratteristiche del reportage: chiarezza, comunicatività, rapidità, gusto nell’inquadratura, “cosicché le immagini appaiano viventi, attuali, palpitanti, come lo sono i fotogrammi di un film.” La forza comunicativa della sua teoria toccò i vertici quando inventò i fototesti, documentari ad immagini corredati da didascalie che scriveva egli stesso. Dal 1952 lavorò per numerose testate, italiane ed estere, fra le quali «Epoca», «La Storia Illustrata», «Successo», «Atlante», «La Domenica del Corriere». Collaborò inoltre con Mario Soldati e Alberto Lattuada e realizzò alcuni documentari televisivi.
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![]() | Federico Patellani - Un fotoreporter in Sardegna 1950-66 EXMÁ - Centro Comunale d'Arte e Cultura, dal 02 Apr 2008 al 01 Giu 2008 Ha il sapore dell’avvenimento prestigioso venato di nostalgia, l’esposizione inaugurata mercoledì 2 aprile 2008 all’EXMA’ di Cagliari. In mostra 74 immagini tratte dal catalogo “Federico Patellani – Un fotoreporter in Sardegna” pubblicato dalla Imago Edizioni. Federico Patellani è stato uno dei grandi autori del reportage italiano. Colto e sensibile narratore, la sua opera e il suo stile hanno lasciato un segno indelebile nella storia del fotogiornalismo italiano. Fu il teorico del giornalista “di nuova formula” e delle caratteristiche del reportage moderno: chiarezza, comunicatività, rapidità, gusto nell’inquadratura, esclusione dei luoghi comuni, immagini viventi, attuali, palpitanti come i fotogrammi di un film”. La forza comunicativa della sua teoria toccò i vertici quando inventò i fototesti, piccoli documentari ad immagini, corredati da lunghe didascalie che scriveva egli stesso. Il rapporto di Federico Patellani con la Sardegna iniziò nel 1950, quando realizzò un’inchiesta per la rivista «Tempo Illustrato». Raccontò senza stereotipi un’isola complessa, rude, misera, ma gentile e profonda. Non solo selvatico spazio vuoto di storia, ma una terra continente che contiene mille aspetti diversi, diverse condizioni umane, diverse attitudini e lotte, paese geloso e talvolta oscuro. Descrisse una Sardegna che cercava il solco della modernità, e creò un’inchiesta rigorosa sui problemi essenziali, scavandovi dentro per trovarvi il cuore di un popolo nascosto sotto coltri di fatica e povertà. I suoi testi sono redatti in stile rigoroso e lineare; le sue immagini penetrano la realtà incorniciando le parole, dando loro il giusto valore con una profondità e obiettività da neorealismo esemplare.
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![]() | Gianni Berengo Gardin - Reportage in Sardegna 1968-2006 Nuoro - MAN - Museo d'Arte Provincia di Nuoro, dal 18 Dic 2007 al 06 Gen 2008 La mostra personale di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930) al MAN di Nuoro, presenta 50 immagini come visioni equilibrate eppure emozionanti, mai astratte o decorative. I reportage di Gianni Berengo Gardin in Sardegna si basano su prospettive ammaestrate che assecondano gli orizzonti senza fine dell’isola. Di cui ne carpiscono le luci maschie e le ombre nette, tra le chiuse delle tanche e i profili muti dei nuraghi. Una Sardegna inconsueta di gente e cose comuni, senza cadere mai in un vacuo esotismo. E senza mascherare le profonde contraddizioni del tempo. Terra, così, che non è solo pastori o solo Barbagia. Ma è isola femmina, dea di granito, che suscita, sì, uno struggimento nostalgico, ma anche una profonda tenerezza rinfrancante. Catturata senza posa in un sogno d’ossidiana. Berengo Gardin insegna che, se le cose di un tempo sono così grandi a guardarle, non si deve naufragare nel rimpianto. Perché solo amando quell’isola ci salveremo, un giorno, da tutto quello che vuole illuderci e ci divora, smemorandoci.
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![]() | Franco Pinna - Sardegna '61 Nuoro - MAN - Museo d'Arte Provincia di Nuoro, dal 23 Ago 2007 al 16 Set 2007 Franco Pinna (La Maddalena 1925 - Roma 1978). Sardo di nascita e protagonista di primo piano della fotografia e del fotogiornalismo italiani del secolo scorso. Lo resero celebre le sue esperienze nell’ambito della fotografia etnografica e antropologica al seguito di Ernesto De Martino e Franco Cagnetta, i suoi fotolibri, le indimenticabili fotografie di scena dei film di Federico Fellini, i reportage per le riviste Life, Stern, Sunday Times, Vogue, Paris Match, Epoca, L’Espresso e Panorama. Ma Franco Pinna non fu antropologo, non fu paparazzo, non fu militante politico né fotografo di scena, pur avendo esercitato, in fondo, ognuna di queste attività. Fu un vero fotografo a tutto campo. L’apparecchio meccanico era via per la sua meditazione, carpendo e fissando d’intuito le sfumature bianche e nere della fuggevole realtà; un’appendice del suo occhio.
Dai reportage del 1961, i più importanti tra tutti quelli realizzati da Franco Pinna nella sua terra d’origine, già parte centrale del libro "L’isola del rimorso. Fotografie in Sardegna 1953-1967" (Imago Edizioni), provengono queste 50 immagini fra le più belle e celebri dell’autore. Fra i residui di un passato ancora vivo e i primi effetti della modernizzazione: pastori, contadini, pescatori, minatori, i riti de s’attittu, la preghiera. Emozioni visive con cui l’autore ha voluto recuperare il rapporto passionale con la sua terra d’origine; ma anche testimonianze preziose e incomparabili di una Sardegna che in gran parte non esiste più. E che non possiamo far finta di non riconoscere.
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![]() | Gianni Berengo Gardin Teatro lirico di Cagliari, dal 14 Giu 2007 al 25 Lug 2007 Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930) con oltre 50 mostre personali e cento volumi fotografici pubblicati, è considerato in tutto il mondo come uno dei più grandi fotoreporter italiani. Ha esposto le sue foto in numerosissime mostre: al Museum of Modern Art di New York, alla George Eastman House di Rochester, alla Biblioteca Nazionale di Parigi, solo per citarne alcune. Nel 1994 le sue immagini sono state incluse nella mostra dedicata all’arte italiana al Guggenheim Museum di New York. Nel luglio del 2005, in occasione a Milano dell’inaugurazione di FORMA, uno spazio internazionale dedicato alla fotografia, è stato scelto come autore per la mostra inaugurale con un’antologica dedicata alla sua opera.
Immagini che frugano nelle tasche dei ricordi. Composte, equilibrate, emozionanti. Il mondo di Berengo Gardin si basa su prospettive ammaestrate come righe di una storia di luci e ombre. Se i suoi reportage in Sardegna assecondano gli orizzonti, i gesti della gente, non mascherano le contraddizioni del tempo. Visioni dove non v’è rimpianto: ché il tempo non esiste dietro l’obiettivo se l’occhio sa carpire le allusioni della materia.
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